L’atleta Wild Climb Nicolò Geremia sale Chiaroveggenza sulla sud della Marmolada nelle Dolomiti

L'atleta Wild Climb Nicolò Geremia insieme a Mirco Grasso sulla loro Chiaroveggenza, parete sud della Marmolada, Dolomiti. Fotografia di Alex d’Emilia

L’atleta Wild Climb Nicolò Geremia insieme a Mirco Grasso sulla loro Chiaroveggenza, parete sud della Marmolada, Dolomiti. Fotografia di Alex d’Emilia

Andrea Tosi parla con l’atleta Wild Climb Nicolò Geremia del suo ultimo progetto sulla parete sud della Marmolada nelle Dolomiti: l’apertura, insieme a Mirco Grasso, di una nuova via d’arrampicata, Chiaroveggenza. Attualmente è stata salita fino alla cengia mediana.

Chiaroveggenza: la capacità di vedere chiaramente (con l’intelletto) quello che gli altri non vedono…

Come fosse uno squarcio nei fuseaux, all’altezza del ginocchio, che ti permette di vedere cosa c’è nascosto dietro un banale tessuto fantasia… lo so, non è corretta, ma questa è l’immagine che mi gira per la testa quando penso di riassumere il concetto di chiaroveggenza.

La colpa è di Alex d’Emilia e del suo “coming soon” incentrato sulle performance in Marmolada di Nicolò Geremia e di Mirco Grasso. Sono curioso e quindi chiamo Nicolò Geremia per avere informazioni sul suo progetto fatto di roccia, di fotocamere e droni.

Nicolò Geremia

Ciao Nicolò, partiamo da questo: ti dobbiamo regalare una calzamaglia?
No, davvero. Dovrei prenderla nuova, ma ci sono così affezionato che continuo a usarla. Ci ho aperto anche il tiro duro e non sono di certo un capo tecnico da montagna. La indosso quasi per scaramanzia. I miei fuseaux si portano appresso tutta la mia storia arrampicatoria. Sono anche un segno della mia leggerezza e del mio di stare in montagna.

Quando me la faccio sotto – e qualche volta capita – guardo i miei fuseaux… ripercorro tutti i miei “trascorsi” e mi tranquillizzo. Vuoi per i colori sgargianti, vuoi anche perché, se ancora oggi la racconto… beh, vuol dire che mi è sempre andata bene… Loro, i fuseaux, mi seguono fin dal primo gruppo di arrampicata che abbiamo creato qui a Padova. Era una bella banda “casinista” e quella calzamaglia — proprio quella, non altre — viene da quel periodo lì.

Parlami di Chiaroveggenza, dov’è? come è “nata”?
È in Marmolada, subito a sinistra dei capolavori di Maurizio Giordani. Sale nei primi 20 metri con Excalibur ma poi prosegue verso una parete senza vie. La via di Giordani resta tra i 20 e i 40 metri sulla destra, mentre incrocia la via Slovakia e lascia alla sua sinistra (circa 80 metri) “Dulcinea del toboso”. Ed è appunto dopo aver salito Excalibur che mi è caduto l’occhio su questa fila di buchi spettacolare. Ho sognato di salirla, ma ho dovuto aspettare. L’anno scorso ero salito per aprirla ma l’avevo trovata bagnata perché aveva nevicato in Agosto. Quest’anno invece, sono tornato per finire Excalibur e ho trovato tutto bagnato tranne quella linea che avevo adocchiato. Allora mi sono detto: iniziamo, è destino! Il mio socio era super motivato e cosi, abbiamo deciso di continuare l’apertura anche nei week-end seguenti.

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