Via ferrata? Certo, ma in estrema sicurezza

La via ferrata è dunque una soluzione "artificiale" per rendere praticabile un terreno roccioso o un percorso esposto, mettendo così la montagna alla portata anche di un non alpinista. Tuttavia, se l’accesso alla disciplina è facilitato il tema della sicurezza resta centrale per tutti, esperti e principianti.

«Naturalmente si deve partire da una attrezzatura idonea composta da casco e imbrago a cui si aggiunge il fondamentale kit per vie ferrate dotato di dissipatore» sottolinea Erwin Steiner, guida alpina del team Globoalpin di Dobbiaco (www.globoalpin.com). In particolare è necessario utilizzare il kit (omologato!) in grado di "dissipare" e attutire il colpo in caso di caduta. Altri piccoli suggerimenti sono quanto mai preziosi: «Suggeriamo inoltre di utilizzare gli appositi guanti, soprattutto per i meno esperti – prosegue la guida della Val Pusteria – così da proteggere le mani nell’uso dei cavi di acciaio».

Attenzione anche alle calzature: «Molti utilizzano ancora scarponi pesanti, ma noi suggeriamo di utilizzare le nuove scarpe di stile "approach", molto leggere e più sensibili sulla roccia» commenta Steiner. E lo zaino? «Ideale da 25/30 litri – prosegue Steiner – con poche tasche e con all’interno un paio di pantaloni lunghi, perché molto spesso le ferrate raggiungono alte quote dove, anche in presenza di una bella giornata, le temperature sono piuttosto basse».

Questi e molti altri consigli si possono acquisire con l’esperienza e la pratica, oppure grazie ad una escursione con un professionista: «E’ quello che consigliamo: almeno la prima volta è importante un’uscita con una guida alpina in grado di trasmettere i fondamentali sull’utilizzo dell’attrezzatura e sulla modalità di progressione» aggiunge Stefano Perrone del Centro di Formazione Alpinistica di Arnad Forte di Machaby, in Valle d’Aosta (www.fortedimachaby.it).

Inoltre, chi vuole affrontare una via ferrata deve informarsi sul grado di difficoltà della via stessa, ma non solo: «L’impegno fisico della giornata, infatti, non è dato solo dalla complessità della via, ma anche dal trasferimento alla base della ferrata e dalla successiva discesa» aggiunge la guida alpina valdostana che a proposito di "stanchezza" suggerisce di avere un terzo ramo, oltre ai due del kit ferrata: «In caso di lunghe soste sulla ferrata è opportuno avere un cordino aggiuntivo collegato con l’imbrago e terminante con un moschettone di sicurezza, poiché il set ferrata non nasce per sostenere il corpo dell’alpinista, ma per proteggerlo in caso di caduta».

E i bambini, possono fare le vie ferrate? «Assolutamente si – risponde Erwin Steiner – noi accompagniamo i piccoli stando attenti soprattutto a quelli più capaci, che molto spesso non hanno la percezione delle difficoltà e quindi del pericolo». In questo caso la guida altoatesina suggerisce un’ulteriore corda (di circa 15 metri) che lega il ragazzo con l’adulto «a condizione che quest’ultimo sia un esperto».

Ma una escursione divertente e sicura inizia dalle previsioni meteo: «E’ importante non avventurarsi su una ferrata se c’è rischio di maltempo e temporali – conclude Stefano Perrone – è molto pericoloso, e in caso di repentino cambio meteo, è opportuno studiare anche le vie di fuga dove potersi riparare lontano dal metallo della via, in attesa che passi l’acquazzone».