Niccolò Ceria e il boulder come stile di vita. Le esperienze in Sudafrica pensando alle grandi vie degli Stati Uniti

Per festeggiare il suo ventesimo compleanno Niccolò Ceria si recherà in Macedonia dove si regalerà nuovi massi e nuove linee. «Si parla molto di questo Paese nell’ambiente del bouldering e per quanto ne so grazie a video e racconti di amici, da quelle parti c’è un buon potenziale per aprire linee mai percorse ed effettuare prime salite importanti», racconta il boulderer piemontese alla vigilia della partenza.

Originario di Gattinara, in provincia di Vercelli, e residente nel Biellese, Niccolò sta vivendo la sua stagione più emozionante. Nei mesi scorsi, infatti, ha affrontato le Rocklands, in Sudafrica, la terra promessa di tutti i boulderisti. «Sono state cinque settimane fantastiche, ho potuto cimentarmi con vie da brivido in un ambiente naturale senza paragoni nel nostro mondo». Nell’occasione il già straordinario curriculum di Niky si è arricchito con 23 nuove realizzazioni, tra cui perle preziosissime del calibro di El Corazon, Sky, Derailed, The Vice e The Power of One, tutte classificate 8B e 8B+.

«Il matrimonio con Salewa è avvenuto al momento giusto, subito dopo la fine del liceo. Mi permette di coltivare la mia passione, e mi gratifica anche il fatto di poter collaborare con un’azienda così importante in tema di materiali – continua Niky – Ho trovato persone attente e disponibili». E il futuro? Dopo la Macedonia andrà finalmente alla scoperta dei mitici States, dove all’inizio del 2014 si tratterrà per sei settimane.

Pur giovane, Ceria ha già 10 anni di carriera nella braccia. Ho iniziato nel 2002 in Val d’Isere durante una vacanza con la famiglia ed è esplosa la passione. «Tornato a casa mi sono iscritto a una associazione di Biella e per mia fortuna all’inizio del 2003 fu inaugurata una palestra di boulder vicino a casa mia. Ci passavo tutto il tempo possibile, e anche di più». Le prime gare, sia lead che boulder, sono del 2005 ma la svolta avvenne nel 2008: «Fu allora che iniziai a dedicarmi alla roccia in maniera continuativa. Fu subito grande amore».

In seguito, il piacere dell’arrampicata outdoor sovrasta il freddo gesto tecnico sulle prese artificiali delle palestre e Niki si allontana gradualmente dal mondo dell’agonismo (che pure gli ha regalato importanti successi internazionali) e dell’indoor, fino alla scelta definitiva di inizio 2012. «Da allora privilegio la ricerca della difficoltà e dell’emozione pura senza ansie di classifiche o briglie di qualunque tipo. Ogni masso è diverso, cerco di leggerlo e immaginare la via migliore senza rinunciare alla bellezza della plasticità della salita, un altro elemento per me fondamentale. Cerco di ripetere i blocchi più simbolici che ho sempre sognato di provare. In qualunque angolo del mondo si trovino», conclude ancora Niky, il campione che ha rinunciato alle medaglie per far parlare il cuore.

Informazioni per il pubblico: www.salewa.com