Grivel: un’azienda valdostana tra i marchi che hanno fatto la storia d’Italia

Dal Secondo dopoguerra agli anni Settanta, passando per il “miracolo economico”, la mostra ripercorre gli anni della ricostruzione e dello sviluppo economico e scientifico dell’Italia attraverso storie di persone e di imprese. Con un focus  sulle  scoperte destinate a rivoluzionare non solo quei decenni ma anche il nostro futuro.

Il 1948 e il 1970 sono anni che, nella memoria storica degli italiani, segnano i confini di un periodo di accadimenti eccezionali, cominciato alla fine del secondo conflitto mondiale con i giganteschi sforzi della ricostruzione e sfociato nel boom del cosiddetto “miracolo economico”. In questi  anni ha preso forma la nazione come luogo di identità sociale e culturale attorno ai nuovi modelli della crescita e dello sviluppo economico, della diffusione della lingua della creazione di un’immagine unitaria del Paese. Ciò che colpisce di questi anni, visti nella prospettiva odierna, è la velocità delle trasformazioni, il ritmo della crescita, la profondità dei cambiamenti, tanto nelle strutture economiche, come nel corpo sociale, nella cultura, nel paesaggio e nel territorio, nella vita domestica e nei luoghi di lavoro. Insieme con l’eccezionalità dei traguardi raggiunti, l’intensità della modernizzazione,  le  luci di una felicità  consumistica diffusa, prendono forma  distorsioni inavvertite, ombre che si allungano fino al presente e che la mostra non tralascia di illustrare.

“Copyright Italia. Brevetti/Marchi/Prodotti – 1948/1970” intende offrire una visione di quegli anni complessa, ricca e vitale e mettere in risalto alcuni aspetti meno noti al grande pubblico, come la straordinaria creatività tecnico-scientifica che, anche attraverso una positiva interazione con l’industria, ottiene  grandi risultati nella produzione di beni e servizi essenziali in un Paese moderno. Tutto questo attraverso l’esposizione di alcune grandi realizzazioni: dal polipropilene isotattico (1954) di Giulio Natta, che, oltre a valere a quest’ultimo il premio Nobel nel 1963, determina fondamentali innovazioni nella produzione di materiali sintetici e contribuisce a cambiare profondamente gli stili di vita degli italiani (si pensi agli oggetti in moplen), al calcolatore Elea 9003, prodotto dalla Olivetti nel 1959, uno dei più avanzati al mondo e tra i primi  a utilizzare la tecnologia a transistor; dall’elettrotreno Etr 300 (1953), noto come “Il Settebello”, capace di raggiungere i 160 km/h, vero gioiello di tecnologia e design, ai distributori automatici di caffè di fabbricazione italiana, che fanno la loro prima comparsa nel 1962 alla Fiera di Milano.
Il cuore  del percorso  espositivo  è costituito da 14 oggetti-madre, ciascuno  dei quali al centro di molteplici possibili racconti.  Ispirandosi alla metafora del teatro anatomico, questi  oggetti sono sezionati, spiegati, illustrati, a volte animati, illuminati o sonorizzati. Sono al centro di legami con altri oggetti e danno luogo a sottosezioni, a loro volta connesse fra loro (bolle più piccole).

Una parte specifica è dedicata al K2 “la montagna degli Italiani” come esempio tipico di persone/imprese e prodotti. Questa parte è dedicata a Grivel che partecipa alla mostra con tutto il materiale che riguarda la vittoriosa spedizione italiana: piccozze, ramponi, la brandina usata ai campi base,  il manifesto del film di Mario Fantin, un manifesto storico sul turismo dell’epoca e le storiche copertine della Domenica del Corriere.
“Siamo orgogliosi di essere stati selezionati per questa mostra che una volta di più ci conferma che fin dalla metà del ‘900 Grivel è  stata un’eccellenza nel panorama dell’industria  italiana”. E siamo orgogliosi di aver allora contribuito con i nostri prodotti ad una delle migliori realizzazioni dell’Italia: la prima salita del K2, la seconda montagna più alta del mondo”.