16° Piolet d’or – Himalaismo in stile alpino

Il 16° Piolet d’or che premierà la migliore realizzazione alpinistica del 2006 verrà consegnato il 26 gennaio a Grenoble. L’anno scorso il premio è stato dato agli americani  Steve House e Vince Anderson per aver aperto una nuova via in stile alpino lungo la parete Rupal sul Nanga Parbat, la più alta parete al mondo. Anche quest’anno le ascensioni in lizza sono tutte himalaiane e in stile alpino. Tutte le ascensioni sono state realizzate su montagne relativamente poco conosciute. Il criterio dello stile e dell’esplorazione, fondamentali nell’attribuzione del premio, sono quelli che la giuria ha utilizzato per decidere a chi dovessero andare le nominations.
 
Marko Prezelj e Boris Lorencic (Slovenia) per la nuova via sul pilastro ovest del Chomolari (7326 mt – Tibet)
Queste due guide slovene hanno aperto una magnifica linea sul versante tibetano del Chomo Lari, stupenda cima tentata solo 4 volte dopo la prima salita dal versante sud nel 1937. Aldilà delle difficoltà tecniche, Marko ha dovuto appellarsi alla sua grandissima esperienza himalaiana per trovare la via migliore e per scegliere la migliore tattica. I due himalaisti erano accompagnati da 4 compatrioti che contemporaneamente hanno aperto un itinerario di ghiaccio a sinistra del pilone.
Lunghezza della via 1950 mt
Numero dei giorni trascorsi sulla montagna: 4 giorni d’ascensione, 2 giorni per la discesa dalla stessa via dal 13 al 18 ottobre 2006
Difficoltà: VI, misto M6
 
Ian Parnell e Tim Emmett (Gran Bretagna) per la nuova via sul pilastro sud-est sul Kedarnath Dome (6830 mt.) India
Due itinerari che non arrivano in cima ed aperti da 2 grandi spedizioni, una ungherese ed una polacca nel 1989 e nel 1999 con largo impiego di mezzi, percorrevano già il vasto versante Est del Kedar Dome. Ian Parnell e Tim Emmett hanno tentato la cima in stile alpino con pochissimo equipaggiamento affrontando le molteplici zone di roccia lungo la linea logica del pilastro sud-est. Tim Emmett è uno dei migliori scalatori britannici abituato alla scalata “esposta”. Salire in libera e a-vista il passaggio chiave (6c) a 6.000 metri di altitudine è stata secondo lui una delle sue più belle imprese come arrampicatore.
Lunghezza della via: 2.000 metri
Numero dei giorni trascorsi sulla via: 7 giorni di ascensione, 2 giorni di discesa dall’1 al 9 ottobre 2006
Difficoltà: engagement VI 6c expo, misto M3
 
Denis Urubko e Sergey Samoilov (Kazakshstan) per la nuova via sul versante nord-est del Manaslu (8163 metri) Nepal
Dopo la notevole impresa dell’anno passato, quando hanno aperto in stile alpino una via sul versante sud del Broad Peak (8047 metri), i kazachi Denis Urubko e Serguey Samoilov hanno aperto nello stesso stile una nuova via sul versante nord-est del Manaslu. Mai salito dalla sua base alla cima nella sua integralità, questo versante presenta un attacco complesso con numerosi pendii tagliati da crepacci e si conclude con un bastione di misto sostenuto a più di 7.000 metri di quota. Per questa ascensione la coppia ha già ricevuto il primo Piolet d’Or Asia il 10 novembre scorso a Seoul (Korea).
Lunghezza della via: 3200 metri
Numero di giorni trascorsi sulla montagna: 4 giorni di ascensione, 2 giorni di discesa per la via normale sul versante nord, dal 4 al 9 maggio 2006
Difficoltà annunciate: engagement VI, roccia 6°, ghiaccio e terreno misto a 70°
 
Igor Chaplinsky, Andrei Rodiontsev e Orest Verbitsky (Ucraina) per la nuova via sulla parete nord del Shingu Charpa (5.600 metri) Pakistan
Questa equipe di ucraini è riuscita con scarsi mezzi a compiere la prima ascensione di questa linea che era già stata avvistata da lungo tempo dagli alpinisti esploratori del Karakorum in Pakistan. Qualche giorno dopo gli americani Kelly Cordes e Josh Wharton hanno ripetuto l’itinerario confermando sia le difficoltà già annunciate dagli ucraini che la bellezza della sfida.
Lunghezza della via: 1550 metri
Numero dei giorni passati in montagna: 5 giorni di ascensione, 2 giorni di discesa per lo stesso itinerario. Luglio 2006
Difficoltà annunciate: engagement VI, roccia 7°+, misto sommitale M5
 
Pavle Kozjek (Slovenia) per per la nuova via in solitaria e in meno di 15 ore sulla parete sud-est del Cho Oyu (8201 metri) in Nepal
Quest’anno è l’unica solitaria di un itinerario difficile su una vetta di più di 8.000 metri. Pavle a 47 anni è anche il primo himalaista a raggiungere un simile vetta dal campo base in una sola giornata. Seguito da qualche compagno alla partenza della via, Pavle ha raggiunto la cima con più di un giorno di anticipo.
Lunghezza della via: 2000 metri
Numero di giorni passati sulla montagna: il 2 ottobre 2006, ascensione fino alla vetta e poi discesa al campo 2 lungo la via normale sul versante ovest, a 7.000 metri
Difficoltà annunciate: engagement VI, roccia 4+ a 7200 metri, neve e ghiaccio a 60°