Janja Garnbret: la top climber CAMP è pronta ad un’altra stagione al vertice

Janja Garnbret: la top climber CAMP è pronta ad un'altra stagione al vertice © Eddie-Fowke

Janja Garnbret: la top climber CAMP è pronta ad un’altra stagione al vertice © Eddie-Fowke

Irresistibile Janja Garnbret, che nel 2016 ha vinto praticamente tutto. Coppa del Mondo, Campionato del Mondo, Campionato del Mondo giovanile: la fuoriclasse slovena, regina della Lead, non ha lasciato spazio alle avversarie. Al suo vero esordio nelle competizioni senior, Janja ha disputato la stagione perfetta e a soli 17 anni, emozionatissima, ha ricevuto il premio Bloudek: la più alta onorificenza sportiva della Repubblica di Slovenia. In ogni caso la top climber CAMP sta già guardando avanti, visto che la stagione 2017 è alle porte e l’intenzione è quella di confermarsi e non solo, puntando anche al podio della Coppa del Mondo Boulder.

Un anno fa, prima di cominciare la stagione 2016, immaginavi che avresti fatto incetta di vittorie?
«Ho sempre creduto in me stessa e nelle mie possibilità. Tuttavia, sinceramente, non pensavo che avrei vinto tutto in una sola stagione. Dopo i tre successi consecutivi in Coppa ho cominciato a sognare di essere la numero uno. Nelle gare seguenti ho però avuto un piccolo calo, che mi ha riportato coi piedi per terra e mi ha spinto ad allenarmi ancora di più. Mi sono preparata al meglio per i Mondiali, evitando di pensare ad obiettivi troppo alti. Così, con la vittoria di Parigi, tutto il resto è come svanito: stavo vivendo il mio sogno e ho affrontato le ultime gare di Coppa del Mondo senza alcuna pressione. Soltanto dopo il successo in Cina, ho capito che anche in Coppa ormai era fatta».

Janja Garnbret, vincitrice della Coppa del Mondo Lead 2016, insieme ad Anak Verhoeven e Kim Ja-in

Janja Garnbret, vincitrice della Coppa del Mondo Lead 2016, insieme ad Anak Verhoeven e Kim Ja-in


A soli 17 anni sei entrata nella storia dell’arrampicata. Come hai vissuto questa esperienza? Come ti senti ora?

«Non riesco ancora a credere di essere riuscita a raggiungere tanti obiettivi – che potrebbero essere quelli di una vita – nella mia prima stagione da senior. Sono davvero molto felice per questi risultati, anche perché non so se riuscirò a ripetere un’annata del genere. Credo sia sempre importante riconsiderare quello che si è fatto ma personalmente sto già guardando avanti: la stagione 2017 sta per cominciare e io sono super motivata».

Quali sono i “segreti” dei tuoi successi? Ci potresti raccontare come ti alleni?
«Non ho nessuna ricetta segreta. Ascolto con attenzione, imparo in fretta e riesco ad essere concentrata e motivata per dare sempre il cento per cento. Soprattutto, però, amo quello che faccio. I miei allenamenti cominciano sempre con un adeguato riscaldamento generale: cinque minuti di corsa, esercizi di stretching e con gli elastici per evitare infortuni. In seguito passo al pannello, dove effettuo alcuni semplici passaggi per attivare la muscolatura. Il resto dipende dal tipo di gara per cui mi sto preparando. Attualmente sto facendo bouldering, svolgendo parecchi esercizi per migliorare la forza e il rapporto peso-potenza – trazioni, negative, addominali – e lavorando sul campus board. L’allenamento giornaliero vero e proprio dura tre ore, a cui segue ancora dello stretching».

Come hai passato l’inverno? Ti sei goduta le vittorie?
«Dopo le gare mi sono presa un bel climbing break, concedendomi una meritata vacanza alle Seychelles con Domen Skofic, il mio ragazzo. Ma dopo una settimana di relax, sdraiata in spiaggia, non vedevo l’ora di tornare a casa e riprendere gli allenamenti. Ora sono a pieno regime, completamente concentrata sul primo appuntamento della Coppa del Mondo Boulder, che comincerà il 7 aprile a Meiringen, in Svizzera».

Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione?
«Come l’anno scorso parteciperò a tutte le gare della Coppa del Mondo Lead, dove cercherò di ottenere gli stessi risultati del 2016. In più prenderò parte alla maggior parte delle tappe della Coppa Boulder, puntando al podio finale».

Janja Garnbret su Scrat (8c) © Luka Fonda

Janja Garnbret su Scrat (8c) © Luka Fonda


Dalle competizioni alla roccia: hai qualche grande via nel mirino? Che genere di tiri preferisci?

«Ovviamente sì: ho alcuni progetti e mi piacerebbe metterci le mani. Il problema è che, impegnata come sono con la scuola, gli allenamenti e le gare, mi resta davvero poco tempo per la roccia. Amo ogni genere di via anche se quelle più lunghe, di resistenza, sono le mie preferite».

Qualche settimana fa è stato salito il primo 9a+ femminile. Credi che le ragazze possano raggiungere gli stessi risultati dei colleghi maschi?
«Credo che ragazzi e ragazze possano scalare esattamente sulle stesse difficoltà. Noi donne stiamo lottando per spostare i nostri limiti e colmare il gap esistente. Ci vorrà un po’ di tempo ma sono sicura che prima o poi saremo tutti allo stesso livello».

Janja Garnbret riceve il prestigioso premio Bloudek

Janja Garnbret riceve il prestigioso premio Bloudek

Come ti sei sentita quando hai ricevuto il premio Bloudek, il più alto riconoscimento sportivo del tuo paese?
«È stato un grande onore. Ogni atleta può ricevere il premio soltanto una volta nella vita e riceverlo a soli 17 anni è stato qualcosa di straordinario, che mi ha lasciato senza parole. Ho vissuto un’esperienza unica che non voglio dimenticare: il premio resterà uno stimolo a dare sempre il massimo, sia nelle gare sia sulla roccia».

Quanto è importante per te essere Slovena, vivere in un paese dove l’arrampicata e l’alpinismo sono attività di primo piano?
«Con una lunga tradizione e numerosi successi sia nell’alpinismo sia nell’arrampicata, la Slovenia vanta allenatori di grande esperienza, fondamentali per i miei risultati. Tuttavia ci sono anche dei problemi ed evidenti limiti, come le poche palestre – per la maggior parte private – dove è possibile allenarsi come si deve. A livello di falesie non siamo messi male, anche se spesso dobbiamo spostarci in Spagna o altri paesi».

E chiudiamo con i prodotti CAMP. Quali sono i tuoi preferiti, che consiglieresti a tutti gli appassionati?
«Mi piace tantissimo l’imbragatura Flash, ideale per le vie più dure e le competizioni: è talmente leggera e comoda che spesso mi dimentico di averla addosso! Uso anche il Matik, eccellente per la sua azione dinamica, e ultimamente lo zaino M3 che è davvero comodo, leggero e funzionale grazie anche all’apertura Backdoor sullo schienale. E infine mi piacciono molto i piumini: sono tutti comodi, resistenti, leggeri e bellissimi, tanto che faccio sempre fatica a decidere quale indossare».

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